Qualità senza compromessi

Savignola, il cui nome ha etimologia etrusca, era conosciuta come un insediamento cristiano, costruito intorno alla prima metà del diciassettesimo secolo. La famiglia Fabbri acquistò la tenuta nel 1780 e Paolina a cavallo delle due guerre mondiali rese celebre questa piccola azienda fondendo il proprio nome a quello della proprietà. Nacque così Savignola Paolina, come scrisse Veronelli “L’orgoglioso accostamento dei due nomi, poichè un Cru nasce proprio dalle affinità elettive di terra e vignaiuolo”.
Durante gli ultimi vent’anni, il nipote Carlo e sua figlia Ludovica, hanno rinnovato i vigneti e costruito una cantina tecnologicamente all’avanguardia. Nel corso del 2014 la famiglia Caviezel è diventata partner attivo dell’azienda al fine di dare continuità a questo ambizioso progetto e mantenere gli alti standard di qualità e autenticità.
Oggi l’azienda ha sei ettari di vigneto e uno di oliveto.

Qualità, eleganza ed autenticità

Il “pensiero Savignola Paolina” è fondato su un concetto di produzione integrata che permette la conservazione sostenibile dei vigneti e la produzione di un vino di qualità senza compromessi. Le attività in vigna si svolgono rispettando la natura e minimizzando l’utilizzo di prodotti ausiliari. Grazie ad un’attenta selezione dei grappoli sia prima che durante la vendemmia, si abbassano considerevolmente le rese e si assicura una maturazione ottimale delle uve. In cantina si procede con la stessa condotta durante la fermentazione e il successivo affinamento mantenendo così intatti le note aromatiche ed i sapori tipici del nostro Terroir. Abbiamo scelto vitigni tardivi, anche se di più difficile gestione, poiché la maturazione lenta dà maggiori polifenoli esaltando così l’originalità dei frutti e l’ampio ventaglio di profumi e aromi. Matt Kramer, giornalista di Wine Spectator, ha paragonato i vini Savignola alla musica classica dicendo che se Mozart avesse prodotto vino sarebbe stato Paolina.